MONDO IN CAMMINO - AREA NEWS

MONDO IN CAMMINO www.mondoincammino.org => Redazione => Topic aperto da: massimo - 30 Lug 16, 23:17:31 pm

Titolo: APPELLO URGENTE PER OLTRE RADINKA
Inserito da: massimo - 30 Lug 16, 23:17:31 pm
30/07/2016
APPELLO URGENTE ALL’ASSOCIAZIONISMO E AI VOLONTARI DI CHERNOBYL… E ALLE PERSONE DI BUON CUORE.



Fra un mese le bambine e i bambini delle province contaminate di Ivankov e Polesie (Ucraina) torneranno a scuola. Vi torneranno dopo aver respirato a pieni polmoni il fallout radioattivo generato dagli incendi estivi della zona di esclusione. Questi bambine e bambini vivono, però, già loro in zona di esclusione: dallo scorso anno, lo stato ucraino - in default e impegnato a destinare le risorse residue nella guerra del Donbass -  non ha più fondi da destinare ai “cittadini di Chernobyl” e quindi ha deciso di chiudere definitivamente il problema declassificando le province di Ivankov e Polesie da zona di esclusione a zona pulita: scelta meramente amministrativa per giustificare di non dovere più pagare i sussidi che sarebbero stati dovuti ai residenti, bambine e bambini compresi

E così le bambine e i bambini di queste due province – riqualificate “a norma” solo per la burocrazia - non avranno più diritto al servizio mensa durante l’anno scolastico e staranno a digiuno per tutte le 8 ore delle lezioni. Ma anche il gas è stato tagliato; per riscaldare le scuole non restano che caldaie a legna (laddove ne siano provviste) gestite in autonomia con legna radioattiva dei boschi circostanti: legna che bruciata provocherà nuovi fallout proprio intorno alle scuole stesse…senza riuscire ad assicurare il caldo necessario.

E da ottobre, quindi, le bambine e i bambini di queste province rischieranno non solo di stare a digiuno, ma anche al freddo.

L’anno scorso ci siamo impegnati con una scuola, quella di Radinka (provincia di Polesie), ma quest’anno abbiamo deciso di andare “oltre Radinka” per provare ad occuparci di tutte le 23 scuole di queste province, di fatto zone di esclusione, e dei suoi 1881 bambini. Sappiamo di non potere arrivare a tutti, ma vogliamo occuparci del maggior numero possibile.

Ma la scuola inizia fra un mese e bisogna raggiungere il maggior contributo finanziario possibile perché sia assicurato da subito, dai primi di settembre, il “diritto al cibo”. Le bambine e i bambini provengono da famiglie poverissime; dopo Chernobyl tutte le attività agricole e di allevamento sono state soppresse e le famiglie vivono di quella poca economia domestica di cui dispongono (un po’ d’orto, qualche animale, ma soprattutto cacciagione e prodotti del bosco contaminati). Non esiste quasi nessuna forma di welfare.

La mensa scolastica riusciva a garantire un “pasto pulito”, ora questi bambine e bambini sono completamente in balia ad una dieta con alimenti “sporchi”, “contaminati”. L’esperienza dell’ultimo anno a Radinka ha dimostrato, grazie al follow up sanitario del centro “Ecologia e salute” del prof. Bandazhevsky, che avere assicurato il diritto alla mensa tramite la fornitura di cibi “puliti”, ha risotto di moltissimo il problema dell’incorporazione di Cesio 137.

Questi bambine e bambini, che sono la seconda generazione dei bambini di Chernobyl, testimoniano, in assenza di interventi concreti e immediati, quello che potrà essere il triste presagio per la terza imminente generazione: il digiuno scolastico aumenterà il loro stato di immunodepressione e aggraverà quelle patologie che già ora li fanno ammalare 4/5 volte in più all’anno rispetto ai loro coetanei che vivono nei territori non contaminati. Ormai la trasmissione del danno radioattivo è anche genetica. Questi bambine e bambini, se avranno la fortuna di essere genitori, daranno vita ad una generazione ancora più sfortunata di loro.

A chi mi accusa di essere esagerato (e non uso altri aggettivi) e mi chiede di portare prove e sostenerle scientificamente (come se non bastasse il mio libro “il naso lungo di Chernobyl” nella sua ultima e recente edizione), chiedo di visitare i cimiteri di queste due province e vedere la predominanza della presenza degli adolescenti e giovani: vale più di ogni parola, di ogni rilevanza scientifica; un lento e progressivo genocidio: vittime silenziose, che non fanno rumore; destini meno trucidi rispetto alla guerra del Donbass, ma numericamente impressionanti per la loro evoluzione negativa (sebbene entrambi da evitare).

Ci sarebbe ancora tanto da dire: ma è importante da subito fare partire il cuore in questa pressante gara di solidarietà.

Perché si può intervenire: non solo dando speranza, ma prospettive e risultati concreti; a questi bambine e bambini è sufficiente assicurare il diritto al cibo, alla mensa per tutto il periodo scolastico, a partire dall’inizio di settembre per “salvarli”. Almeno assicurando  i primi mesi e poi implementando la campagna verso la fine dell’anno solare per poi continuare nei mesi successivi gradualmente, sulla base delle necessità e degli obiettivi raggiunti.

Assicurare un pasto “pulito” (comprensivo di cibo, elettricità, materiale, stipendio delle cuoche) costa 1 euro al giorno, 20 euro al mese. Adottare un bambino per un anno scolastico costa 200 euro.

Ora è tempo di agire, di contribuire, di sostenere concretamente: ognuno con le  proprie sensibilità e possibilità.

Da subito!

Tutte le informazioni e le modalità per contribuire sono riportate QUI (http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=2359).

Abbiamo deciso di non fare accoglienza unicamente per dare impulso a specifiche azioni in loco. Per questo non abbiamo famiglie “accoglienti” che ci sostengano e che sostengano questi bambine e bambini. Ma ognuno di voi può essere una famiglia per loro.

Non aggiungo altro, se non: grazie!

Massimo Bonfatti
www.mondoincammino.org

NO EXCUSE!!!
(https://2dbdd5116ffa30a49aa8-c03f075f8191fb4e60e74b907071aee8.ssl.cf1.rackcdn.com/12568679_1467227309.0276.jpg) (https://www.gofundme.com/igorsfood)