Visualizza post

Questa sezione ti permette di visualizzare tutti i post inviati da questo utente. N.B: puoi vedere solo i post relativi alle aree dove hai l'accesso.


Topics - Administrator

Pagine: [1] 2 3 ... 95
1
Redazione / FEBBRAIO 2018: I PROGETTI DI MONDO in CAMMINO
« il: 22 Feb 18, 15:50:01 pm »
FEBBRAIO 2018: I PROGETTI DI MONDO in CAMMINO




Aderisci a Mondo in Cammino per il 2018

2
Il trentunesimo anniversario di Chernobyl in Bielorussia

La Bielorussia, il paese maggiormente colpito dal fallout nucleare del disastro nucleare di Chernobyl, ha ricordato le vittime di questa catastrofe con eventi ufficiali e della società civile.

Commemorazione della Protezione Civile Bielorussa (MCS) a Minsk

Il 26 Aprile a Minsk, in Via Ignatenko, si è svolta una manifestazione dedicata al trentunesimo anniversario del disastro di Chernobyl a cui hanno partecipato i liquidatori dell'incidente, gli operatori del soccorso, i giovani soccorritori e vigili del fuoco.

26 aprile a Minsk per la strada. Ignatenko ha tenuto una riunione dedicata al 31 ° anniversario del disastro di Chernobyl. Alla riunione hanno partecipato i liquidatori dell'incidente, operatori del soccorso, i giovani soccorritori-vigili del fuoco.



Lukashenko e Poroshenko in visita alla centrale nucleare di Chernobyl

I Presidenti di Bielorussia ed Ucraina hanno fatto visita al sito del disastro nucleare, in occasione del trentunesimo anniversario di questa catastrofe.
Cliccando qui è possibile leggere i contenuti del discorso del capo di stato bielorusso, Alexander Lukashenko



A Minsk, la "Marcia di Chernobyl" dei partiti d'opposizione e della società civile

Nel pomeriggio del 26 Aprile, a Minsk, si è svolta la tradizionale "Marcia di Chernobyl", organizzata dai partiti d'opposizione, dalle associazioni umanitarie e società civile bielorussi, a cui hanno partecipato circa 1000 persone.
La manifestazione si è svolta fra alcune vie della città ed è terminata presso Piazza Bangalore con l'omaggio dei partecipanti al monumento ai caduti di Chernobyl.
I manifestanti hanno chiesto e ribadito che venga bloccata la costruzione di una nuova centrale atomica ad Astravets, nella regione di Grodno, ad opera del governo. Secondo alcune fonti indipendenti ed alcuni ambientalisti, questo progetto avrebbe parecchie anomalie e violerebbe i trattati internazionali sulla sicurezza.
Sono stati richiesti anche una maggior tutela, da parte dello Stato, nei confronti delle vittime di Chernobyl e la liberazione dei prigionieri politici. [VEDI QUI]



>>> Lo scienziato bielorusso in esilio: Chernobyl non è finita... è appena iniziata!

L’ombra del disastro di Chernobyl incombe ancora sulla Bielorussia
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.charter97.org



L’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl ha costretto migliaia di abitanti dei villaggi bielorussi ad abbandonare le loro case.
“Radio Liberty” ha accompagnato dei giornalisti svedesi nelle province di Slauharad, Krasnapolle, e Cherykau. [CLICCA QUI E GUARDA L'ARTICOLO COMPLETO]


La visita dei villaggi abbandonati per il Radunitsa

Molti bielorussi, in occasione del periodo dell'anno in cui si ricordano i defunti (Radunitsa), hanno fatto visita ai cimiteri che ancora si trovano nei villaggi abbandonati.
In occasione di queste giornate, alcune zone di esclusione, ovvero quelle maggiormente radioattive, sono state riaperte.
Di seguito una fotogallery del ritorno delle persone ai villaggi abbandonati in occasione dei "giorni dei morti", a cura di Belapan:
































CHERNOBYL 31 ANNI DOPO: LA DENUNCIA DI MONDO IN CAMMINO AL PARLAMENTO EUROPEO

3
A Minsk "la marcia di Chernobyl"
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.charter97.org



La tradizionale manifestazione dei partiti d'opposizione e della società civile bielorussa, "Marcia di Chernobyl", è iniziata a Minsk, nel corso del pomeriggio della giornata di oggi, mercoledì 26 aprile, trentunesimo anniversario del disastro nucleare.

L'azione è iniziata intorno alle 6 di sera (ora locale), vicino al cinema Kastrychnik, in prossimità dell'Accademia Nazionale delle Scienze bielorussa.
I partecipanti proseguiranno poi verso Viale dell'Indipendenza, Via Surhanau, Via Arlouskaya ed infine a Piazza Bangalore, dove i dimostranti intorno alle ore 20, lasceranno un omaggio floreale al monumento per "le vittime di Chernobyl".
La manifestazione è stata approvata dal Comitato Esecutivo della città di Minsk.

[CLICCA QUI E SEGUI LA DIRETTA]



Guarda anche:
- 26/04/17 Lukashenko a Chernobyl con Poroshenko
- 26/04/17 L'ombra di Chernobyl incombe ancora sulla Bielorussia
- 26/04/17 Lo speciale di Mondo in Cammino nel giorno dell'anniversario di Chernobyl


CHERNOBYL 31 ANNI DOPO: LA DENUNCIA DI MONDO IN CAMMINO AL PARLAMENTO EUROPEO

4
L’ombra del disastro di Chernobyl incombe ancora sulla Bielorussia
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.charter97.org



L’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl ha costretto migliaia di abitanti dei villaggi bielorussi ad abbandonare le loro case.
“Radio Liberty” ha accompagnato dei giornalisti svedesi nelle province di Slauharad, Krasnapolle, e Cherykau.


L’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl  ha costretto centinaia di migliaia di abitanti dei villaggi agricoli bielorussi a lasciare le loro case. Coloro che sono rimasti nella zona hanno ancora a che fare con la contaminazione, proprio come prima, ed in realtà non si preoccupano del disinteresse delle autorità nei loro confronti. Non prestano attenzione al pericolo della radiazioni e credono che non ci sia bisogno di evacuare altra gente.
Questo è ciò che hanno “raccolto” alcuni giornalisti svedesi che hanno visitato la “zona di esclusione”
“E’ importante vedere se ci sono alberi di mele. Un frutteto può significare che nelle vicinanze c’erano delle case. Ora questi villaggi sono stati sepolti ed al loro posto sono stati piantati dei pini”. Così, la giornalista svedese, Anna-Lena Laurén, descrive il villaggio bielorusso, evacuato a causa della contaminazione da radiazioni. Ha appena visitato la zona di esclusione di tre province della regione di Mogilev ed ha pubblicato il suo articolo sul giornale Dagens Nyheter.



Laurèn con la colega Beatrice Lundborg ha percorso diverse centinaia di chilometri lungo le strade di “Chernobyl” nella regione di Mogilev. Le giornaliste hanno parlato con gli abitanti dei villaggi che, nonostante il rischio delle radiazioni, rimangono attaccati ostinatamente attaccati alla loro terra natale.

“La vita rurale è scomparsa dopo Chernobyl”, ha scritto Anna nel suo articolo cercando di immaginare come fosse la vita nei villaggi evacuati prima del disastro.
“Case, colori, stracci… una strada che porta al cimitero più vicino. Le tombe sono ancora lì, e “raccolgono” ogni anno gli abitanti per celebrarle la festa di Radunitsa. Questa è la terra in cui i rapporti con i propri antenati sono concreti e facili da sentire”;  ha dichiarato Laurén.



Nei giorni dedicati ai morti “Radunitsa”, le persone rendono omaggio ai loro cari defunti. Si fermano sulle loro tombe, stendono tovaglie sui tavolini e banchettano in compagnia dei parenti.
“30 anni dopo la catastrofe di Chernobyl, la sua ombra copre ancora la Bielorussia. Non esiste un paese che abbia sofferto più di esso per questo disastro. Qui è caduto il 70% del fallout radioattivo, ed un abitante su cinque si è trovato improvvisamente la terra avvelenata. Tanti villaggi vennero sepolti e la gente non potè più farvi ritorno. Questa catastrofe ha demolito tutta la cultura rurale”, ha scritto Anna-Lena Laurèn.



Gli abitanti della “zona” hanno sorpreso le giornaliste con la loro semplicità e l’ospitalità. C’è voluto poco per “rompere il ghiaccio”. I locali mostrano fieri le loro famiglie, alcuni si lamentano per i problemi di salute ma non collegano tutto ciò alle radiazioni.
Gli anziani assicurano ai giornalisti stranieri che non c’è stato alcun bisogno di lasciare le loro case, colpite dalla radioattività, dopo la catastrofe di Chernobyl.  Secondo loro, quelli che se ne sono andati sono morti presto.
“Erano infelici nelle loro case nuove, e ora la maggior parte di loro sono morti. Noi siamo rimasti e siamo ancora vivi”, dicono i residenti del villaggio di Dubna.



“Molti abitanti anziani non hanno abbandonato le loro case. Essi vivevano in cooperative agricole collettivizzate fino alla fine degli anni 80. Ma il 26 aprile 1986 ha gettato questa società arcaica nell’era nucleare…”, ha scritto Anna.


CHERNOBYL 31 ANNI DOPO: LA DENUNCIA DI MONDO IN CAMMINO AL PARLAMENTO EUROPEO

5
Lukashenko: Bielorussia e Ucraina devono rafforzare la cooperazione di Chernobyl
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.belta.by



La Belarus e l’Ucraina devono rafforzare gli sforzi della cooperazione legata alle questioni Chernobyl, ha dichiarato il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, in visita al sito del disastro.

“Entrambe le parti si devono rendere conto che la catastrofe di Chernobyl non ha confini. I nostri Paesi stanno cercando di superare insieme questo disastro. Abbiamo implementato una serie di misure comuni nel monitoraggio e nel controllo delle radiazioni, nell’agricoltura, nel settore forestale, nel coordinamento del lavoro scientifico e formativo. Collaboriamo con successo nel quadro dei progetti della cooperazione internazionale.
Tuttavia il potenziale della collaborazione tra Bielorussia ed Ucraina non viene utilizzato in pieno. Sono convinto che i nostri scienziati, i medici, gli ecologisti, tutte le persone che lavorano per mitigare le conseguenze di Chernobyl nei nostri Paesi, possano fare molto di più per proteggere la salute della popolazione che vive nei territori contaminati”, ha dichiarato il Presidente.

Lukashenko ha sottolineato come l’Ucraina sta elaborando una nuova strategia per mitigare le conseguenze dell’incidente, prevedendo di creare una nuova riserva ecologica nella zona di esclusione di Chernobyl.
“Puoi contare sul nostro lavoro congiunto ed utilizzare l’esperienza della riserva “Polesye””, ha assicurato il Presidente al collega ucraino.

Le attività per mitigare le conseguenze dell’incidente hanno dato un forte impulso all’applicazione di metodi innovativi nell’industri agroalimentare e forestale in Bielorussia.
“Abbiamo imparato a vivere e lavorare su questi territori anche se qualche tempo fa sembrava impossibile riportarli invita. Siamo pronti a condividere le nostre conoscenza in questo campo con l’Ucraina.
Congiuntamente, nel 2016 siamo riusciti a continuare la cooperazione internazionale sotto l’egida delle Nazioni Unite.
L’interesse della comunità globale nella nostra catastrofe è anche un’esperienza unica per alleviarne le conseguenze in campo ecologico, sociale, medico e molto altro”; ha detto Lukashenko.
La Comunità Internazionale ha fatto di tutto per mettere in sicurezza questo territorio, utilizzando la piattaforma delle Nazioni Unite, per dimostrare a tutti che il pericolo esiste ancora e bisogna combattere finchè tutte le conseguenze vengano finalmente cancellate.

“E’ anche necessario utilizzare la nostra esperienza in progetti congiunti per poter riabilitare i territori colpiti. Ciò può essere fatto con l’assistenza delle Nazioni Unite e dei suoi partner”; ha aggiunto.

Il Presidente della Belarus ha poi sottolineato come gli Stati hanno allocato enormi fondi per la mitigazione delle conseguenze del più grande disastro dell’umanità. Questa cifra ora supera i 25 miliardi di dollari per il bilancio bielorusso.
“Pensando alla sicurezza delle generazioni future, è necessario investire per aumentare le misure di protezione a livello locale, investire in risorse umane, scienza, tecnologie moderne e produttive”; ha concluso il leader bielorusso.
I Presidenti di Bielorussia e Ucraina hanno visitato la centrale nucleare di Chernobyl dove hanno ispezionato il cantiere di costruzione dell’impianto per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari e reso onore al monumento in memoeria dei liquidatori di Chernobyl e delle vittime dell’incidente.

E’ stata prestata particolare attenzione agli sforzi per garantire un livello ottimale di sicurezza dalle radiazioni, particolarmente importante per le popolazioni dei due Stati.

Lukashenko e Poroshenko rendono onore al monumento ai liquidatori di Chernobyl
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.belta.by



I presidenti della Bielorussia e dell’Ucraina, Alexander Lukashenko e Petro Poroshenko hanno reso omaggio alla memoria degli operai addetti alla liquidazione del disastro nucleare di Chernobyl, nel giorno del trentunesimo anniversario del disastro nucleare.
I capi di Stato hanno lasciato dei fiori al monumento degli “eroi di Chernobyl”. Il memoriale è posizionato vicino all’edificio amministrativo della centrale nucleare ed è fatto in pietra rossa e bianca sormontata da un massiccio arco con la campana e la croce.
Intorno al perimetro ci sono delle placche di granito con i nomi dei dipendenti dell’impianto che sono morti a seguito della contaminazione radioattiva contratta nei lavori di liquidazione del disastro.
La campana, di 200 anni, in cima all’arco di tre metri è stata donata dalla chiesa di Sant’Elias di Chernobyl alla centrale nucleare.

Ogni anno, il 26 aprile, la campana suona in memoria delle vittime di Chernobyl.

ED INOLTRE...

26/04/17 Greenpeace: Chernobyl, la lezione incompresa

L’ombra del disastro di Chernobyl incombe ancora sulla Bielorussia
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.charter97.org



L’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl ha costretto migliaia di abitanti dei villaggi bielorussi ad abbandonare le loro case.
“Radio Liberty” ha accompagnato dei giornalisti svedesi nelle province di Slauharad, Krasnapolle, e Cherykau. [CLICCA QUI E GUARDA L'ARTICOLO COMPLETO]



CHERNOBYL 31 ANNI DOPO: LA DENUNCIA DI MONDO IN CAMMINO AL PARLAMENTO EUROPEO

6
Chernobyl: La lezione incompresa
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.greenpeace.org

Un edificio in mattoni grigiastro con un busto di Lenin di fronte. Una scuola, quella di Stariye Bobovichi, nella regione di Bryansk in Russia. Un quadro che potrebbe essere qualcosa di nostalgico, se non fosse per il pericolo che incombe in queste zone. Quando gli attivisti di GreenPeace hanno prelevato dei campioni di terreno presso la scuola e la “casa della cultura” locale è stata subito evidente la presenza della contaminazione radioattiva.



Gli attivisti, provenienti da 50 villaggi e città, hanno portato i risultati di questi prelievi al tribunale supremo della Russia, nel giugno dello scorso anno, senza ricevere alcun riscontro. C’era la speranza che le autorità avrebbero almeno messo in “quarantena” l’area vicino alla scuola dove i bambini ancora camminano e giocano. Ma non hanno fatto nulla.

Stariye Bobovichi è una delle migliaia di comunità in Russia, Ucraina e Bielorussia “ufficialmente” dichiarate contaminate da Chernobyl.
Recentemente, tuttavia, il Governo Russo ha aggiornato lo “status” di questo villaggio, affermando che la situazione radioattiva è migliorata.
Questa dichiarazione priva i residenti locali di un’assicurazione medica e sociale adeguata oltre ai risarcimenti economici statali che spettano alle vittime del disastro.


Misurazione radioattività nel villaggio di Stariye Bobovichi.

Laddove le responsabilità diminuiscono, cresce l’irresponsabilità. E la Russia, che ha riunito le sue istituzioni atomiche nella potente società Rosatom, sta sviluppando ulteriormente la sua rischiosa attività nucleare si in patria che all’estero.


Membri del Consiglio del villaggio affetto dalle radiazioni di Chernobyl

Nel centro di San Pietroburgo, per esempio, è in costruzione una centrale nucleare galleggiante (NPP). I suoi reattori verranno presto alimentati ed attivati. Ogni tipo di incidente nucleare in questa città avrebbe conseguenze tragiche i suoi cinque milioni di abitanti.


La centrale atomica galleggiante in costruzione a San Pietroburgo

L’agenzia regolatrice nucleare del Paese, ha recentemente dichiarato a Greenpeace che ciò è “oltre la sua responsabilità”.
Questo è spaventoso, visto che, dopo Chernobyl, nessun reattore poteva essere costruito a meno di 100 Km da una città con più di due milioni di abitanti. Nel 2014, però, questo divieto venne revocato.

GreenPeace sta lavorando accanto alle persone che hanno a che fare quotidianamente con le conseguenze della catastrofe nucleare, come l’assocazione “Unione di Chernobyl.
“Siamo assolutamente contro il Nucleare galleggiante. Anche la centrale nucleare “Leningrad” è vicino alla città ed è equipaggiata con la stessa tipologia dei reattori di Chernobyl… Ciò è già sufficiente per noi… non ne vogliamo un’altra”; ha detto Vasily Nayda dell’Unione di Chernobyl di San Pietroburgo.

Il presidente della sezione di questa associazione di San Pietroburgo, Evgeny Frolov, sottolinea che “a differenza del 1986, quando, per i successivi 25 anni, le associazioni non hanno potuto diffondere i dati della catastrofe, perché proibito dallo stato, adesso le verità non possono più essere nascoste”.

La centrale nucleare galleggiante è solo uno dei tanti progetti pericolosi che Rosatom sta intraprendendo in tutto il mondo. I progetti internazionali stanno aumentando sulla base di promesse di benefici finanziari, incentivi, tecnologie avanzate e garanzie sulla sicurezza. Ma un’analisi approfondita dei rischi dei progetti internazionali di Rosatom dipinge un quadro molto diverso dai proclami.
La strategia voltata al profitto di Rosatom ignora i disastri passati  e non prende le giuste misure per prevenire quelli futuri.
Hanno dimenticato la lezione di Chernobyl…

"Ma noi abbiamo imparato molte cose da questo disastro, resisteremo a questa pericolosa irresponsabilità e diremo sempre NO all’industria nucleare".

Rashid Alimov, attivista di GreenPeace Russia.

>>>GUARDA ANCHE: L'ANNIVERSARIO DI CHERNOBYL NELLE ZONE RADIOATTIVE


CHERNOBYL 31 ANNI DOPO: LA DENUNCIA DI MONDO IN CAMMINO AL PARLAMENTO EUROPEO

7
26 aprile 1986, il disastro di Chernobyl.
Disponibile il libro "GIARDINO ATOMICO, ritorno a Chernobyl"

Da oggi in libreria "Giardino Atomico" di Emanuela Zuccalà.
Con il patrocinio di Greenpeace Italia Festambiente (ecologia & solidarietà) * LEGAMBIENTE Mondo in Cammino




CHERNOBYL 31 ANNI DOPO: LA DENUNCIA DI MONDO IN CAMMINO AL PARLAMENTO EUROPEO

8
Redazione / 26/02/17 Collegno (TO): A teatro con Alfatre
« il: 23 Feb 17, 10:47:14 am »
26/02/17 Collegno (TO): A teatro con Alfatre

Domenica 26/02/2017 alle ore 15,00 presso la sede di Unitre, Via Piero Gobetti n.2 a Collegno TO, la compagnia Alfatre Gruppo Teatro presenterà due atti unici di cui al volantino allegato.
Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con l'Unitre di Collegno che proporrà una raccolta fondi per il progetto "Non lasciamoli soli ", a favore delle zone terremotate delle Marche. Il progetto sarà presentato da chi si è recato nei comuni di Pievebovigliana, Visso, Camerino nel mese di gennaio per l'associazione "Mondo in cammino".





INFO: 366 2089847 - info@mondoincammino.org
www.mondoincammino.org
www.progettohumus.it
www.progettokavkas.it



[Clicca qui e visita il minisito del progetto]

9
Collegno (TO) - Febbraio 2017
CARNEVALE COLLEGNESE PER IL PROGETTO "NON LASCIAMOLI SOLI" DI MONDO in CAMMINO


Anche la comunità di Collegno (TO) a sostegno dei progetti per i terremotati di Mondo in cammino



[Clicca qui e visita il minisito del progetto]


Clicca l'icona sottostante e scarica la locandina in formato pdf:

10
04/03/17 San Giorgio di Nogaro (UD): A cena contro il terremoto

Evento organizzato da:
ANA GRUPPO DI SAN GIORGIO DI NOGARO
Una Mano per Vivere - Associaz. di Volontariato - Latisana
Con il contributo del PRESIDIO LOCALE COOP SAN GIORGIO

L'intero ricavato verrà destinato al progetto per la realizzazione di una cucina container per le scuole del comune di Pievebovigliana (Macerata)

INFO:
www.mondoincammino.org
info@mondoincammino.org



Clicca l'immagine sottostante, scarica e diffondi la locandina dell'evento:

11
03/03/17 Vittorio Veneto(TV): Assemblea MiC Veneto e "La pace con armi in Siria"



Evento organizzato nel corso dell'assemblea annuale MONDO in CAMMINO Veneto

LA PACE CON LE ARMI IN SIRIA
Venerdì 3 marzo 2017 - ore 20.45
MUSEO DEL CENEDESE
Piazza Flaminio 1 - Serravalle
VITTORIO VENETO

Nostri ospiti speciali con le loro testimonianze saranno
Fulvio Scaglione - giornalista
Scrittore e giornalista ci racconterà il suo ultimo libro: “Il patto con il diavolo”
e
Massimo Bonfatti
Presidente di Mondo in Cammino ci aggiornerà sulla situazione e sui progetti dell'associazione

Sarà anche un momento prezioso per conoscerci meglio e per accogliere nuovi soci, quindi portate i vostri amici e parenti interessati alle nostre attività (www.mondoincammino.org).

Vi aspettiamo numerosi.

PER INFO:
MONDO in CAMMINO VENETO
http://www.mondoincammino.org/
info@mondoincammino.org



TESSERAMENTO 2017 A MONDO in CAMMINO [clicca qui]

12
Redazione / 18/02/17 Mesero (MI): A cena contro il terremoto
« il: 11 Feb 17, 09:55:49 am »
Mesero (MI): A cena contro il terremoto

Evento organizzato da


Dovete festeggiare un avvenimento o semplicemente volete cenare fuori con amici o parenti? Siete un gruppo sportivo o di altro genere e non sapete dove tenere la cena sociale?

Ci permettiamo di darvi un consiglio: venite A CENA CONTRO IL TERREMOTO il 18 febbraio prossimo.

Passerete una serata divertente, senza il solito pizza+birra e senza fronzoli. Noi assicuriamo la qualità della cucina (tutto abruzzese, quasi tutto comprato direttamente là) e la bontà delle beneficenza (il ricavato verrà donato all'associazione Mondo in Cammino per l'acquisto di una cucina da campo per i bambini di Pievebovigliana.

E a proposito di bimbi: c'è un mucchio di spazio per farli giocare! Siamo già in 150.
Sarebbe un sogno arrivare a 200!

INFO e PRENOTAZIONI:
Marco: 349 5282203
Max: 347 9561414
lalberodelriccio@gmail.com
http://alberodelriccio.weebly.com/
info@mondoincammino.org
http://www.mondoincammino.org/centroitalia.php
http://www.mondoincammino.org/





[Clicca qui e visita il minisito del progetto]

13
A Chernobyl si progetta di aprire un altro impianto di stoccaggio per il combustibile nucleare esaurito
Traduzione senza commenti di ProgettoHumus da http://www.pravda.ru



La costruzione del nuovo impianto di stoccaggio per il combustibile nucleare esaurito alla centrale atomica di Chernobyl (CNPP), verrà avviata a partire dalla metà del 2018.
Così hanno dichiarato i funzionari dell’Agenzia di Stato per la gestione della “Zona di esclusione”, nel corso di un’ intervista all’agenzia di stampa ucraina Unian.

Gli storage esistenti sono già pieni per il 97% e nei prossimi dieci anni di attività sul sito, si prevede di trasferire il combustibile nucleare esaurito verso il nuovo impianto di stoccaggio per mantenerlo in sicurezza per almeno cento anni.

Il finanziamento di questo nuovo progetto verrà effettuato attraverso un “conto per la sicurezza nucleare”. Il progetto, secondo fonti della TASS, è valutato per 400 milioni di euro.

La parte russa esprime preoccupazione per la realizzazione di questo nuovo impianto.
L’ambasciatore alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha scritto una lettera al Segretario Generale Ban Ki-moon, la scorsa primavera. Nel documento, il funzionario esprimeva le proprie osservazioni.
“La capacità del nuovo impianto di stoccaggio, così come dicono gli esperti, supera notevolmente le esigenze dell’Ucraina. Sembra che si stiano preparando delle infrastrutture per lo smaltimento delle scorie nucleari straniere. In altre parole, le autorità ucraine hanno deciso di trasformare il Paese in una discarica nucleare”, diceva la lettera.

Secondo gli studiosi i rischi connessi alle radiazioni di Chernobyl sono ancora alti, trent’anni dopo il disastro.
Il decadimento della contaminazione potrebbe impiegare anche migliaia di anni e parlare di Chernobyl come posto sicuro adesso è solo finzione. La natura non “digerirà” le radiazioni così in fretta come previsto.


L'attuale impianto di stoccaggio dei rifiuti solidi radioattivi


L'attuale impianto di stoccaggio dei rifiuti liquidi radioattivi


Novembre 2016: Il presidente ucraino, Poroshenko, inaugura il Nuovo Sarcofago sopra il reattore n.4 distrutto della centrale di Chernobyl

APERTO IL TESSERAMENTO 2017 A MONDO in CAMMINO [clicca qui]

14
L’enorme arco del Nuovo Sarcofago di Chernobyl sta finalmente scorrendo verso il luogo del reattore esploso nel 1986.
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.bellona.org



Nel corso dei prossimi cinque giorni, gli ingegneri a Chernobyl, nel luogo che in Ucraina fu teatro del peggior disastro nucleare del mondo, “muoveranno” l’enorme tetto sopra i resti ancora irradiati del reattore n.4 della centrale atomica.

Le grandi speranze sono riposte nel fatto che la nuova struttura potrà contenere la radioattività nel momento in cui l’Ucraina avrà a che fare con le attività di rimozione dei rifiuti nucleari che ancora giacciono nel reattore esploso.

Secondo però il fisico nucleare e direttore di Bellona.org, Nils Bohmer, tuttavia, la nuova protezione non rimuoverà completamente i pericoli di ulteriore contaminazione radioattiva dalla zona.

Il reattore n.4 di Chernobyl esplose il 26 aprile 1986 e nel corso dei 10 giorni successivi, il suo combustibile nucleare continuò a bruciare emettendo nell’atmosfera nubi radioattive che contaminarono fino a tre quarti del continente europeo, colpendo, in particolar modo, i Paesi di Bielorussia, Russia e Ucraina.
La Svezia fu la prima nazione a rilevare letture di radioattività irregolare, nonostante il silenzio delle autorità sovietiche.
Nelle settimane che seguirono, 116.000 persone vennero evacuate, mentre circa 600.000 liquidatori, ovvero poliziotti, vigili del fuoco, militari ed ingegneri, lavorarono in condizioni caotiche e pericolose, spesso senza equipaggiamenti protettivi, per costruire una struttura di contenimento di cemento ed acciaio e cercare di mettere a “tacere” le emissioni di radiazioni.

Questa struttura intrappolò circa 200 tonnellate di uranio. Molti liquidatori ed esperti temevano la fragilità della struttura che ha retto fino ad oggi fra crepe e crolli (,il più grave nel 2005), che si sono susseguiti nel corso di questi ultimi trent’anni.


Chi erano i liquidatori di Chernobyl? [CLICCA QUI E VISITA LO SPECIALE DI PROGETTOHUMUS.IT]


Questa settimana, il Nuovo Sarcofago, costato circa 1,5 miliardi di euro, una struttura in acciaio di 36.000 tonnellate, scivolerà nella sua posizione finale con l’obiettivo di intrappolare le radiazioni per i prossimi 100 anni. A quel punto gli ingegneri spereranno di riuscire a mantenere questa promessa.
Finanziato dalle donazioni di più di 40 nazioni, coordinate dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), il Nuovo Sarcofago è la più grande struttura mobile terrestre mai costruita che dovrà racchiudere in maniera completa i resti del reattore n.4 di Chernobyl.
L’Arco avrà una campata di 257 metri, una lunghezza di 162 ed un’altezza di 108. Sarà abbastanza grande per ospitare la cattedrale di St. Paul a Londra e Notre Dame di Parigi.
La BERS lo definisce uno dei progetti più ambiziosi della storia dell’ingegneria.


Dispositivi idraulici che muoveranno il Nuovo Sarcofago su appositi binari sopra il reattore n.4 distrutto.

Secondo World Nuclear News, il Nuovo Sarcofago è in fase di costruzione in una zona decontaminata vicino al reattore n.4 e la prossima settimana scivolerà per poco più di 327 metri fino a sigillare il reattore distrutto.

Si spera che tutto ciò possa mettere tutta la zona in sicurezza per consentire lo smantellamento del vecchio sarcofago fatiscente, costruito nel 1986 subito dopo l’incidente, che attualmente protegge la centrale e la gestione dei rifiuti all’interno della struttura.

La maggior parte di questa attività verrà realizzata da una “gru pesante”, comandata a distanza all’interno dell’arco e da strumentazioni robotiche sospese nel tetto della nuova protezione.

Ostap Semerak, Ministro dell’Ecologia e delle Risorse Naturali dell’Ucraina, ha detto in una dichiarazione che l’impresa “porrà fine alla lunga lotta, durata 30 anni, con le conseguenze dell’incidente del 1986”.

Vince Novak, direttore per la sicurezza nucleare della BERS, ha dichiarato: “La nuova struttura dimostra ciò che possono fare lo spirito di coordinazione e gli sforzi comuni degli azionisti del nostro istituto”.
Ma i rischi rimangono. I livelli di radioattività potrebbero danneggiare sia l’intera nuova struttura che i robot che come a Fukushima, teatro dell’incidente nucleare seguito allo tsunami nel 2011, una volta entrati nell’impianto hanno dovuto interrompere il loro lavoro proprio per colpa degli alti livelli di contaminazione.

“Questo è un passo importante per proteggere l’ambiente e la regione circostante dal tragico incidente di 30 anni fa, dall’inquinamento radioattivo. Purtroppo ci vorranno ancora molti decenni fino a quando la totalità dei rischi creati dal reattore n.4 di Chernobyl verranno completamente eliminati”, ha detto Bohmer di Bellona.org.

Anche se il Nuovo Sarcofago entrerà finalmente in opera, la circostante zona di esclusione di circa 2.600 chilometri quadrati rimarrà inabitabile… e ci vorranno altri 20.000 anni prima che le persone possano vivere in quel territorio in totale sicurezza.

>>>NEWS PRECEDENTE DALLA ZONA DI ESCLUSIONE

Ci vediamo il 19/11 a Rivalta (TO) per:

Pagine: [1] 2 3 ... 95