Autore Topic: 24/11/09 TI RICORDI DEL CAUCASO? Resoconto di Massimo Ceresa  (Letto 4345 volte)

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Ti RICORDI DEL CAUCASO? Il volontariato oltre le barriere
Da http://www.annaviva.com


 
Posted Gio, 11/19/2009 - 22:49 by massimo ceresa

L'undici e dodici novembre scorsi si son svolti a Udine e Vittorio Veneto due importanti convegni dal titolo "Ti ricordi del Caucaso - il volontariato oltre le barriere". Ospiti delle serate e delle associazioni organizzatrici "Annaviva" e "Mondo in cammino" Ljuba, Tamara e Laùra. Provenienti rispettivamente da Inguscezia, Ossezia del Nord e Cecenia.
Dopo la proiezione di un agghiacciante filmato di Memorial (e gentilmente concesso dall'amico Massimo Bonfatti di Mondo in cammino) sulle sparizioni, i rapimenti e gli assassinii che ancora oggi imperversano in Cecenia, Inguscezia e in Daghestan ad opera di squadroni paramilitari, è seguito un breve inquadramento storico e infine è arrivata l'ora delle testimonianze.
Laùra, Ljuba e Tamara ci hanno prima di tutto raccontato la loro esperienza in Italia. Il progetto di Mondo in cammino ha visto la loro accoglienza in Italia per 10 mesi dove hanno svolto un percorso di sviluppo della cultura del volontariato e di educazione alla pace per il superamento dei conflitti interetnici ed interreligiosi. Le tre ragazze hanno svolto innanzi tutto un corso di lingua italiana; poi è venuto l'approfondimento delle tematiche di conciliazione interetnica ed interreligiosa, con il conseguente apprendimento di una metodica; un mini corso di giornalismo (finalizzato alla fondazione di un giornale interetnico) e la sperimentazione in diretta del valore dell'impegno in regime di volontariato (partecipazione all'accoglienza interetnica).
Infine Ljuba, Tamara e Laùra ci hanno raccontato dell'impegno che dovranno portare a termine una volta fatto ritorno a casa. Lavorare per la FABBRICA DELLA PACE.

La Fabbrica della Pace ha lo scopo di offrire, in maniera concreta, uno spazio di aggregazione prevalentemente giovanile nella zona conflittuale del Distretto del Prigorodni in Ossezia del Nord, ovvero uno spazio fisico di coordinamento, condivisione, confronto e realizzazione di molteplici e diversificate iniziative che, attraverso la strategia del confidence building, vengono messe in atto per dare avvio o consolidare percorsi di educazione alla pace, all’intercultura, alla ricchezza interetnica ed alla salvaguardia dei diritti umani.
In ultima analisi, la Fabbrica della Pace, viene anche ad acquisire, come valore aggiunto, una strutturazione di vero e proprio centro servizi in grado di supportare e coordinare non solo le proprie iniziative, ma anche le proposte avanzate dai frequentatori o da settori della società civile di riferimento.

La Fabbrica della Pace è pertanto:

- un luogo di extraterritorialità in cui ci si incontra in spirito di pace: luogo aperto a tutta la comunità e la società civile nella sua più ampia accezione (multietnicità) e luogo “modello” per altre realtà locali
- un punto di riferimento e scambio di esperienze fra tutti coloro che propongono iniziative di pace e solidarietà
- una sede (FABBRICA) di attività, incontri, laboratori, convegni, feste, eventi, corsi di formazione, centro di informazione e documentazione
- una sfida/proposta per dare mezzi/idee/possibilità alla nascita della cultura del volontariato, per lo più assente in queste zone e ad una cultura che sostiene interventi e iniziative che privilegiano l'uso del metodo nonviolento.

La strutturazione della Fabbrica della pace è concepita per rispondere ai requisiti previsti negli obiettivi. Innanzitutto deve essere un centro di aggregazione che partendo da questo semplice obiettivo, permetta di sviluppare, contemporaneamente o successivamente, passaggi ad obiettivi di confronto fra le diverse realtà. Per questo sono previsti l’internet point, la tisaneria e la sala polivalente (spazi con funzione prevalentemente socio ricreativa) Con funzione prevalentemente socio culturale sono previsti i seguenti spazi: la sala polivalente, la saletta riunioni, il centro documentazione. Questi spazi sono, inoltre, fra loro interscambiabili offrendo una vasta gamma di combinazioni e possibilità di iniziative. Deve essere, inoltre, concepito un ufficio come “open spazio” per monitorare l’attività svolta ed essere un punto di informazione, organizzazione e programmazione. La Fabbrica della pace, dove prevedere ovviamente un regolamento di utilizzo, un comitato di gestione interculturale, un addetto, una programmazione con previsione di iniziative periodiche annuali “ad hoc”. Dovrà possedere anche attrezzature multimediale per lo svolgimento delle proprie attività (telefono, fax, computer, fotocopiatrice, microfoni, videoproiettore, lavagna luminosa, ecc.).

Fisicamente si tratterà di un edificio pubblico messo a disposizione dall’amministrazione nord-osseta e con facile accessibilità da parte dei giovani, sia di etnia osseta che inguscia.
Entrambe le serate hanno visto partecipare un pubblico molto attento e assetato di risposte. Forse non sempre siamo stati all'altezza... ma essere riusciti a trovare lo spazio e il tempo per provarci è già qualcosa...

Massimo Ceresa

p.s. un'ultima cosa: visitate il sito di Mondo in cammino (www.mondoincammino.org) troverete tante sorprese...