Autore Topic: "SOS RADINKA" - IL PROGETTO  (Letto 3740 volte)

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"SOS RADINKA" - IL PROGETTO
« il: 28 Ott 15, 20:19:53 pm »
SOS RADINKA - IL PROGETTO

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Introduzione

Il progetto “SOS RADINKA”, nato inizialmente per gli obiettivi riportati nella SEZIONE 1, si è evoluto con il passare del tempo.

Già nella missione di novembre 2015  (che ha dato l’avvio operativo al progetto) si sono evidenziati ancora di più importanti legami di interconnessione e interdipendenza con aspetti insistenti prevalentemente nel campo della prevenzione e difesa della salute (ospedale di Ivankov) e in quello della ricerca scientifica, dell’informazione e della denuncia del fallout radioattivo di Chernobyl (professore Bandazhevsky).
Il villaggio di Radinka - per quanto riguarda le conseguenze della radiocontaminazione e le condizioni socioeconomiche e culturali presenti – delinea, inoltre, una situazione sovrapponibile a quella di altre realtà delle province di Poljese e Ivankov, degne anch’esse della medesima attenzione.

Per tutte queste ragioni (e per altre che sicuramente si evidenzieranno), il progetto “SOS RADINKA” viene ad assumere un significato più ampio rispetto a quella inizialmente proposto.
Per di più, e per un caso fortuito – per quanto la casualità lo sia -, il nome “RADINKA” ha in sé una forte valenza evocativa. In “RADINKA” c’è, infatti, la radice “RAD” che rimanda a RADioattività e che, quasi per una sorta di presagio, accomuna tutti quegli aspetti che il fallout di Chernobyl ha intimamente legato fra di loro. Infine RADINKA è un nome facile da pronunciare: supera gli steccati linguistici e richiama su di sé un’attenzione più diffusa.

Sulla base di quanto esposto il progetto “SOS RADINKA” è rivolto ad una operatività più vasta e diffusa e diventa un progetto di ampio raggio che mette in connessione fra di loro tutti gli aspetti evidenziati. E’ un vero e proprio work in progress suddiviso in sezioni autonome e, nello stesso tempo, interdipendenti e che potrà prevederne delle nuove in base agli sviluppi che si prospetteranno e agli attori e alle collaborazioni che saranno coinvolte.

Il progetto viene suddiviso in SEZIONI ognuna delle quali rappresenta dei moduli finiti (come una grande matrioska con all’interno le singole matrioshke che la compongono). I risultati e gli step che verranno man mano raggiunti saranno riportati nelle varie sezioni, in un processo di continuo aggiornamento e trasparenza verso i donatori e i lettori.

Tutte le donazioni ricevute sono QUI riportate (vedi in fondo alla pagina) e verranno impegnate sulla base delle necessità emergenti o contingenti di ogni singola sezione; il loro impiego, inoltre, verrà riportato – suddiviso per le singole voci - nel bilancio associativo.                                                                               

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Sezione 1 - La scuola di Radinka
SOS RADINKA: VEDI L'APPELLO

SITUAZIONE
Radinka è il maggiore villaggio della provincia di Poljese nell’Ucraina del Nord. Conta 850 abitanti ed è punto di riferimento per altri 300 che vivono in piccole comunità nei dintorni. Nel villaggio non vi sono attività imprenditoriali e vi è un unico negozio alimentare. L’attività della popolazione, quando non di sussistenza, è legata all’agricoltura e ai servizi, di norma statali. E’ una zona molta povera, con stipendi massimi mensili di 200 euro.  Radinka si trova ai confini con la zona di esclusione di Chernobyl, da cui è distante 40 chilometri in linea d’aria. I livelli di contaminazione al suolo, a 30 anni di distanza dall’incidente nucleare, sono elevati: dai 70 ai 110 kBq/kmq per il Cesio 137; dai 10 ai 37 kBq/kmq per lo Stronzio 90 (dati 2014). I bambini e le loro famiglie continuano a contaminarsi mangiando verdure del proprio orto o animali da cortile o di allevamento personale, bevendo il latte delle proprie vacche, raccogliendo funghi, bacche, ribes, lamponi, mirtilli e facendo marmellate, bruciando legna radioattiva nelle stufe domestiche, andando a caccia e mangiando animali contaminati da dieta a base di erbe, frutta, funghi.

Sulla base delle ultime ricerche effettuate in loco dal prof. Yuri Bandazhesky (primavera 2014/primavera 2015), circa il 90% dei bambini soffre di turbe cardiache correlate all’incorporazione nel tempo di Cesio 137 e oltre il 60% ha livelli ematici elevati di omocisteina, aminoacido che deriva dal metabolismo dei cibi assunti e che è indice, fra l’altro di fattori genetici alterati e inquinamento ambientale, tipici elementi di una zona di radiocontaminazione come quella di Radinka. Ma, purtroppo, è anche un marker prognostico infausto in età giovanile (20/40 anni) per gravi patologie, riguardanti l’apparato cardiovascolare, osseo e le malformazioni fetali in gravidanza. I bambini soffrono, inoltre, di stati di immunodeficienza dovuta all’azione combinata di altri radionuclidi  fra cui Stronzio, Americio e Plutonio. A distanza di 30 anni cominciano ad evidenziarsi alterazioni genetiche nella “seconda generazione dei bambini di Chernobyl” e continua il frequente riscontro di noduli e tumori tiroidei, conseguenze che avrebbero dovuto concludersi dopo la fase iniziale del fallout della centrale esplosa.

La scuola di Radinka è frequentata da 116 bambini. L’attività scolastica si svolge dalle ore 8,00 alle ore 16,00. I bambini che arrivano dalle comunità limitrofe prendono il bus alle ore 7,00 e ritornano a casa per le 17,00. Molti di essi, in queste 10 ore, non accedono al servizio mensa perché lo stato, quasi in default, non può garantire tale diritto primario. In queste zone l’accesso al cibo “pulito” dovrebbe essere un diritto fondamentale per evitare, almeno con un pasto, le contaminazioni derivanti dai cibi domestici o del settore privato. Solo i più fortunati riescono a portarsi il cibo da casa e a farselo riscaldare. I meno fortunati aspettano in aula e, sovente, al freddo.

Lo stato, infatti, non solo non può provvedere alla mensa, ma nemmeno al  rifornimento del gas. Ne ha bloccato l’erogazione emanando un decreto che obbliga le scuole a provvedere in proprio utilizzando la legna dei  boschi circostanti e, nel caso specifico, dei boschi contaminati dal fallout di Chernobyl. Così, in tarda estate, alcuni volontari del villaggio hanno tagliato la legna e l’hanno accatastata vicino alla scuola: legna sicuramente contaminata che, bruciata, creerà circoli viziosi e nuovi fallout radioattivi. Ma la scuola non era provvista di caldaia e così, per quasi tutto il mese di ottobre i bambini non sono andati a lezione, trovandosi la direttrice obbligata a ordinarne la chiusura per troppo freddo. In questo intervallo, grazie all’impegno e alla forza di volontà della direttrice stessa, è stata costruita una caldaia per la legna, ma - essendo la scuola più in default che lo stato - non ci sono i soldi per pagarla e, qualora si riuscissero a trovare, non sarebbero sufficienti per la gestione ordinaria. C’è il rischio, molto probabile, che durante la stagione fredda (che si protrae fino a metà aprile) i bambini perdano altre settimane di lezione. In pratica un vero e proprio diritto allo studio, se non negato,  almeno gravemente compromesso.

DURATA SEZIONE : dal 24 ottobre 2015 al 31 gennaio 2016

FASI PROGETTUALI:
- Prima fase: dal 24 ottobre al 24 novembre 2015 (fase emergenziale)
- Seconda fase: dal 01 dicembre 2015 al 31 gennaio 2016 (fase per la sostenibilità del progetto)

MISSIONI A RADINKA:
- Prima missione: dal 25 al 30 novembre 2015
- Seconda missione: prima metà di febbraio 2016

OBIETTIVI
-   garantire il diritto allo studio di tutti i bambini mediante la piena operatività della scuola durante i periodi freddi, assicurando il riscaldamento idoneo e continuato di tutti i locali della scuola
-   garantire l’accesso alla mensa di tutti bambini, con pari dignità e senza creare – fin dalla giovane età – stati di emarginazione individuale e sociale
-       garantire l'accesso alle cure di tutti i bambini (la maggioranza delle bambine e dei bambini non riesce ad accedere ai piani di follow upo previsti presso l'ospedale di Ivankov - dove é presente la strumentazione per il WBC e per le misure radiometriche donata dalla Comunità Europea - solamente perché le  famiglie non riescono a pagare i trasporti per raggiungere l'ospedale. L'attrezzatura donata dalla Comunità Europea può rischiare di diventare la classica cattedrale nel deserto.

PIANO FINANZIARIO
Il piano finanziario complessivo (dal 24 ottobre 2015 al 31 gennaio 2016) si attesta sui 25.000 euro.

Nella fase emergenziale sono necessari, come obiettivo minimo, 12.000 euro:
-    6.000 euro per pagare, almeno, la caldaia (senza, peraltro, includere le spese di manutenzione e quelle  ordinarie)
-     6.000 euro per garantire un pasto a tutti i bambini da dicembre 2015 a fine maggio 2016

QUESTO OBIETTIVO E' STATO RAGGIUNTO DURANTE LA MISSIONE DI FINE NOVEMBRE 2015

Per il completamento fella sezione progettuale: 13.000 euro
1. follow up sanitario dei bambini (2 trasporti all'ospedale di Ivankov per ogni bambino: 1.000 euro)
2. prevenzione sanitaria delle patologie da immunodeficienza indotte dalla radiocontaminazione (somministrazione di prodotti vitaminici: 6.000 euro per un ciclo trimestrale per tutti i bambini)
3. sostegno per le cure dei bambini con patologie di media e importante gravità: 6.000 euro (30 casi mirati fra tutta la popolazione giovanile di Radinka e villaggi limitrofi)

REFERENTI LOCALI
direttrice della scuola Nadezhda Lishilenko; professore Yuri Bandazhevsky.

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IL PRIMO RISULTATO CONCRETO

Sezione 2 - L'ospedale di Ivankov

L’Ospedale di Ivankov lavora in stretta collaborazione con il centro di coordinamento analitico “Ecologia e Salute” fondato e diretto dal professore Yuri Bandazhevsky. Grazie ad un progetto internazionale, di cui Bandazhevski è stato uno dei proponenti, la Comunità Europea ha fornito all’ospedale di Novozybkov tutta la strumentazione necessaria per eseguire il follow up clinico, ematologico, radiologico (compreso il WBC) alle popolazioni afferenti all’ospedale dalle provincie di Polesje e Ivankov contaminate dal disastro di Chernobyl. L’ospedale ha provveduto alla collocazione dei vari macchinari con spese non indifferenti per la ristrutturazione dei locali e per il loro posizionamento. Resta ancora da collocare la strumentazione per le analisi chimico fisiche (analisi degli alimenti, analisi di campioni di terreno, di oggetti, ecc.). Un’apparecchiatura molta importante, perché sinergica agli studi portati avanti da Bandzahevsky sul ruolo dei folati e dell’omocisteina ematica, elementi in stretta relazione con il cibo introdotto e, soprattutto, con il loro grado di contaminazione ambientale (fra cui il Bario, prodotto di decadimento non radioattivo del Cesio 137).
Le stanze per la collocazione dell’apparecchiatura sono già state individuate ed è appena stato ultimato il tetto protettivo. Ma le finanze dell’ospedale sono finite e se l’apparecchiatura non verrà collocata entro gennaio 2016 potrebbero insorgere dei problemi, quali la non consegna della stessa.
Il professore Bandazhevsky ritiene che sia indispensabile e ha posto questa necessità come primo obiettivo per i suoi studi, per le sue ricerche e per il follow up sui bambini.
PIANO FINANZIARIO: 10.000 euro entro il 31 gennaio 2016
REFERENTE LOCALE: dr.ssa OKSANA KADUN

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Sezione 3 - Il professore Yuri Bandazhevsky

Dopo aver trascorso 6 anni e un mese in regime detentivo in Bielorussia per avere denunciato le conseguenze del fallout di Chernobyl, il prof. Yuri Bandazhevsky è di nuovo sotto attacco, da parte della lobby atomica, per il semplice fatto di avere continuato ostinatamente i suoi studi sulla pericolosità delle conseguenze dei fallout nucleari, in particolare quello di Chernobyl. Nella prima metà del 2015 ha, infatti, pubblicato gli ultimi dati della sue ricerche che dimostrano le gravi condizioni di salute in oltre il 60% dei bambini della seconda generazione di Chernobyl. Come risposta la lobby atomica ha convinto la Comunità Europea a non rinnovargli più il contratto per il progetto che per essa stava conducendo nelle province di Ivankov e Polesie in Ucraina. A marzo 2016 verrà fatto scadere il suo contratto e come conseguenza potrà essere obbligato a lasciare l’Ucraina in quanto cittadino straniero senza lavoro. Mondo in cammino ha deciso di cominciare a percorrere tutte le vie legali affinché il professore possa rimanere in Ucraina per continuare l’attività di ricerca e, soprattutto, per il follow up preventivo e sanitario dei bambini che vivono nelle province al confine della zona di esclusione di Chernobyl. Bisognerà anche provvedere, se si renderà necessario, ad un minimo di sostegno economico.
PIANO FINANZIARIO: dai 3.000 ai 5.000 euro per il 2016

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Sezione 4 -  Le altre "Radinka"

Radinka non è una realtà isolata. Molti villaggi nei suoi dintorni vivono le stesse condizioni di radioattività e povertà. Il progetto attuato nella scuola di Radinka potrà diventare propedeutico ad altri interventi in villaggi confinanti. Sulla base delle disponibilità economiche che risulteranno dal raggiungimento degli obiettivi delle sezioni precedenti, verranno fatti sopralluoghi mirati in altre realtà sulla base delle risultanze delle ricerche eseguite  localmente dal centro “Ecologia e Salute” in coordinamento con l’Ospedale di Novozybkov.
PIANO FINANZIARIO: sulla base delle disponibilità economiche che determineranno il dimensionamento degli eventuali obiettivi che verranno o potranno essere individuati.
REFERENTE LOCALE: Centro di coordinamento analitico “Ecologia e Salute” di Ivankov.

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« Ultima modifica: 15 Nov 16, 17:33:03 pm da Administrator »