Autore Topic: UN PERICOLO PER TUTTI: UN NUOVO APPELLO DI MIC PER SICUREZZA ZONA DI CHERNOBYL  (Letto 3217 volte)

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UN PERICOLO PER TUTTI.
Mondo in Cammino rilancia l’appello per la messa in sicurezza della zone di esclusione di Chernobyl
(Vedi l'appello dell’anno scorso).




Negli ultimi 15 giorni tre incendi “ufficiali”:
16 luglio. Primo incendio: durato fino al 19 luglio
23 luglio: 15 ettari a fuoco presso il villaggio di Burianovka
29 luglio: 3 ettari a fuoco nei dintorni di Pripyat.

Ad un anno esatto di distanza Mondo in cammino rilancia con più vigore l’appello e l'allarme affinchè la Comunità Europea prenda seriamente in carico la situazione della zona di esclusione.

Questi ultimi incendi rappresentano la prosecuzione di quella scia che da anni si ripete puntualmente ogni estate: 1200 incendi negli ultimi 20 anni.
Questi ultimi incendi (come tutti gli altri) hanno causato non solo un fallout locale di radionuclidi, ma anche in tutta l’Europa: il Norvegian Institut for Air Research ha verificato che le nuvole che si generano (in rapporto alla portata degli incendi)  arrivano fino alla Scandinavia (al Nord) e alla Grecia (al Sud).
E, come tutti gli anni, nessuna allerta viene lanciata per la popolazione, se non generici proclami che “tutto è a posto” e che “ i livelli di radioattività sono nella norma”.
Bisognerebbe dirlo ai bambini delle province di Ivankov e Polesie (province vicine alla zona di esclusione) che ogni autunno, dopo il periodo degli incendi estivi, vedono aumentati i livelli di incorporazione corporea di Cesio 137.

Ma non solo. Spenti gli incendi, le torbiere rimangono attive e liberano lentamente, e invisibilmente, fumi radioattivi per diversi mesi (6).
Se andate in queste zone, come è successo alla delegazione di MIC nell’ottobre scorso, sentite ancora ad ottobre l’odore acre degli incendi di agosto.
Serve ribadire la pericolosità dell’effetto anche delle basse dosi di radiazioni, conseguenza di queste torbiere fumanti?

Serve ripetere che la situazione di sorveglianza presente nella zona di esclusione è disastrosa?

Solo 6 torri per l’avvistamento di incendi che riescono a monitorare solo il 40% del territorio interdetto;  solo il 20% del territorio della zona di esclusione facilmente e subito aggredibile con l’acqua in caso di incendio; il 50% raggiunto nel giro di 3-4 ore e più; il 30% non raggiungibile.

Mentre, forse, dal prossimo anno ci sentiremo sicuri – per almeno 100 anni - per la messa in sicurezza del reattore scoppiato 30 anni fa (la nuova copertura che dovrebbe incorporare la precedente), altrettanto non lo potremo dire per la zona di esclusione. E così, di anno in anno, respireremo aerosol radioattivi, aumenteranno i tumori e le patologie da immunodeficienza. E, come al solito, imputeremo il tutto alla casualità  o, fors’anche, a generiche cause di inquinamento globale, senza – però - avere fatto niente per intervenire su una causa certa.

Forse capire che il fallout che si sprigiona dagli incendi della zona di esclusione di Chernobyl ci riguarda, potrebbe essere un primo segnale per denunciare con consapevolezza; forse fare in modo che si capisca che il fallout provocato ha già avvolto negli anni passati, avvolge e avvolgerà anche il Parlamento Europeo, potrebbe risvegliare la sonnolenza che i nostri governanti hanno in merito al tema del nucleare e delle sue conseguenze (fra cui rientrano, a pieno titolo, gli incendi nella zona di esclusione).

Massimo Bonfatti
Presidente di Mondo in cammino
www.mondoincammino.org
30/07/2016

NO EXCUSE!!!
« Ultima modifica: 20 Ott 16, 08:11:25 am da Administrator »