Autore Topic: I nuovi sistemi nucleari di Putin sorgente della radioattività nell’aria?  (Letto 479 volte)

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Fonte: https://thebarentsobserver.com
Traduzione di Lorenzo Del Pace per ProgettoHumus



I nuovi sistemi nucleari di Putin sono la sorgente della misteriosa radioattività nell’aria?
Un esperto Norvegese conferma che, se la Russia avesse davvero testato missili a propulsione nucleare, potrebbe esserci stato rilascio di radioattività.
By Thomas Nilsen

3 Marzo 2018
Mai come ora il Presidente Russo ha mostrato i muscoli nel corso dell’annuale discorso sullo stato della nazione, presentando due sistemi missilistici a propulsione atomica.

Già varie volte nel corso degli ultimi due anni, in Europa, e specialmente nei paesi Scandinavi, si sono registrate piccole tracce di Iodio-131. Le agenzie nucleari nazionali non sono state in grado di individuare la fonte, e la causa, incerta (da perdite di reattori nucleari a perdite in processi di produzione di isotopi radioattivi a uso medico) è rimasta mera speculazione.

In Norvegia e Finlandia, gli isotopi radioattivi sono stati scoperti nelle stazioni di monitoraggio a Gennaio e Marzo dello scorso anno, e nel [b=https://thebarentsobserver.com/en/ecology/2018/02/traces-radioactive-iodine-air]Gennaio e Febbraio di quest’anno[/b]. La prima nube radioattiva è stata rilevata dalla stazione di Svanhod, in Norvegia, al confine con la Russia; la nube si è poi espansa nelle due settimane successive a Sud verso Francia e Spagna.

Le autorità sottolineano come i livelli fossero al limite della rilevabilità, e non rappresentano pericoli per la popolazione.

«Nessuno ha nulla di simile»

Parlando di armi nucleari al discorso alla nazione, Vladimir Putin ha mandato un messaggio molto chiaro agli Stati Uniti: la Russia ha sviluppato nuovi missili e un nuovo drone/siluro sottomarino che sono impossibili da fermare con gli scudi balistici convenzionali o con altri metodi correnti.

«Nessuna ha nulla di simile», ha detto Putin mentre sul video correvano immagini di due nuovi sistemi missilistici a propulsione nucleare.

Per quanto riguarda il drone, invece, la sua esistenza era già nota in precedenza, anche se gli osservatori occidentali non sanno spiegare il successo russo nel rendere  operativo un drone di tale dimensione.

Test artico?
Lo sviluppo più significativo è quello del missile a propulsione nucleare, un metodo di propulsione che ha il vantaggio di estendere in modo estrememante significativo la gittata. Sullo schermo, alle spalle di Putin, una animazione mostrava un missile in volo verso l’Atlantico a sud, per poi virare di colpo a nord per dirigersi verso la costa ovest del Sud America.


Piccole quantità di Iodio-131 di origine antropogenica sono state misurate nella valle di Pasvik a Gennaio. Foto: Thomas Nilsen

Questo giovedì, il reporter di Fox News Lucas Tomlinson ha lanciato un tweet nel quale  riportava la dichiarazione di ufficiali americani, secondo i quali «Il missile a propulsione nucleare Russo non è ancora operativo, ma si trova in fase di Ricerca & Sviluppo. Uno di essi, nonostante i proclami odierni di Putin, è precipitato recentemente nell’Artico.»

Il tweet di Tomlinson viene richiamato in un articolo del Washington Post.

Che questo incidente sia vero o falso è difficile da verificare. Secondo una fonte del complesso militare-industriale russo che ha parlato a Vedomosti, la sicurezza radioattiva sarebbe stata garantita durante il test del missile. Secondo la stessa fonte, «L’installazione nucleare a bordo del missile è una fonte di energia elettrica».

Questo però sarebbe possibile se il test fosse stato fatto a terra, ma è molto meno plausibile se il test si è svolto in volo.

Parlando di test coronati da successo, il presidente Putin ha dichiarato nel proprio discorso che il missile era stato lanciato con a bordo una installazione nucleare: «Alla fine del 2017 si è compiuto con successo nel poligono Centrale un lancio del nuovo missile Russo a propulsione atomica.»

Probabili rilasci radioattivi
Niels Bohmer, un fisico nucleare che lavora per la Bellona Foundation di Oslo, ha dichiarato al Barents Observer che il test di un missile a propulsione nucleare quasi certamente causerebbe il rilascio di isotopi rilevabili.

«Se è vero che la Russia ha testato il suo nuovo missile a propulsione nucleare, ci deve essere stato un qualche tipo di rilascio di radioattività», ha dichiarato, riportando come conferma i test a terra di reattori progettati per aeroplani a propulsione nucleare condotti in America alla fine degli anni ’50.
«Quel progetto venne cancellato a causa delle alte perdite radioattive dai motori registrate nel luogo di test, Idaho Falls», spiega.

Bohmer aggiunge, inoltre, che potrebbe esserci un collegamento tra il misterioso Iodio-131 rilevato e il nuovo missile Russo. «Lo Iodio potrebbe essere spiegato dal test segreto del nuovo missile Russo. A causa della sua emivita, pari a solo 8 giorni, il rilascio in aria di Iodio-131 può essere solo spiegato come risultato del funzionamento di reattori. Altri isotopi, come il Cesio-137 che ha una emivita pari a 30 anni, restano invece in natura molto tempo dopo essere stati originariamente rilasciati. Questo potrebbe spiegare perché solamente lo Iodio-131 sia stato identificato, dato che il Cesio-137 è ancora oggi mascherato dai rilasci causati dall’incidente di Chernobyl».

Un missile a propulsione nucleare con a bordo un piccolo reattore dovrebbe necessariamente avere un sistema di raffreddamento ad aria parzialmente aperto, che rappresenterebbe una via di fuga attraverso cui gli isotopi potrebbero venire espulsi durante il volo del missile.


Nils Bøhmer with the Bellona Foundation. Photo: Thomas Nilsen

Naso Nucleare
Il cosiddetto “Naso Nucleare”, un velivolo WC-135 americano, è stato utilizzato varie volta dall’inizio del 2017 dalla base britannica nel Surrey. Da lì, ha riportato a Febbraio il quotidiano Independent, l’aeroplano ha volato verso la Norvegia e il Mar Baltico per monitorare i livelli di radiazione.

Il WC-135 può rivelare e identificare isotopi radioattivi prodotti da test bellici e rilasci da reattori e/o altre sorgenti.

Per quanto lo stesso Nils Bohmer sia d’accordo con le autorità dei paesi Nordici che i livelli misurati non rappresentino alcun rischio per la salute della popolazione, ciò nondimento è preoccupato: «La storia ci insegna che quando gli scienziati militari sviluppano armamenti basati su tecnologia nucleare, la sicurezza non è quasi mai la loro prima priorità.»

E poi aggiunge che «i rilasci di radioattività potrebbero essere particolarmente alti nel punto in cui il test del missila sia stato effettuato, cosa che potrebbe comportare, a livello locale, importanti preoccupazioni per la sicurezza».

La Russia ha anche dichiarato di stare sviluppando un nuovo drone a propulsione nucleare. Al momento ci sono informazioni molto limitate sulla tecnologia impiegata, ma si potrebbe speculare anche che questo mezzo a propulsione nucleare genererebbe rilasci di radioattività.»

Bohmer avverte che, se i test dovessero effettuarsi sul mare di Barents, i loro rilasci potrebbero contaminare la pesca.

Il Barents Observer ha parlato per la prima volta del drone sottomarino, conosciuto come STATUS-6, per la prima volta nel 2016.


« Ultima modifica: 06 Mar 18, 00:58:41 am da massimo »